Tredici arresti, nove in carcere e quattro ai domiciliari, di cui ben otto di Bisceglie, centro operativo della banda di narcos. È il bilancio dell’operazione dei carabinieri effettuata  alle prime luci dell’alba di questa mattina per sgominare  un’agguerrita e ben strutturata associazione per delinquere operante a Bisceglie, Trani, Corato e Terlizzi.

Le indagini, condotte dai carabinieri della tenenza di Bisceglie, in collaborazione con la Compagnia di Trani, a arrestati_cc_nord_baresepartire dal luglio 2014 e fino al giugno 2015, hanno accertato come la tentacolare presenza del cartello della droga poteva contare in ognuno dei centri cittadini su decine di pusher assoldati per rifornire con continuità le piazze di spaccio di cocaina, hashish, marijuana ed eroina. L’attività investigativa ha permesso, tra l’altro, di ben delineare la struttura della consorteria criminale, all’interno della quale spiccano: Domenico Amoruso (detto “Mimmo il biondo”), vero e proprio promotore dell’associazione nell’area biscegliese;  Michele Migliaccio (detto “il napoletano”) in qualità di organizzatore, partecipante e fornitore di stupefacenti nelle aree di Corato, Trani e Bisceglie; i fratelli Gioacchino (detto “u kiù”) e Vincenzo Baldassare (di Terlizzi),  con il ruolo di partecipanti all’associazione e di fornitori di stupefacenti in tutta l’area. Erano attori in prima persona del panorama malavitoso del nord-barese ed in grado, unitamente ai restanti membri del gruppo, di acquistare e rivendere cospicui quantitativi di stupefacente.

La pericolosità dell’associazione è risultata ancor più marcata per l’accertata disponibilità di armi e munizioni e la diversificata natura degli interessi nutriti.

LA LEZIONE DI MAFIOSITÀ. Emblematica è la conversazione captata dai carabinieri di bisceglie durante uno spostamento in auto ed intrattenuta da uno dei membri con il proprio figlio sedicenne. Da “buon padre di famiglia”, l’uomo illustra la sua collocazione all’interno dell’associazione per delinquere, augurando al proprio discendente di acquisire presto il know-how e l’adeguato spessore criminale, per potersi affiliare. Incalzato dalle domande del giovane, l’uomo spiega tutti i livelli di prestigio all’interno dell’associazione. I gradi, dal primo, il più basso, ottenuto successivamente all’affiliazione, sono in tutto sette: “picciotto”, “camorrista”, “sgarro”, “santo”, “vangelo”, “crimine” ed infine “medaglione”, detto anche “carica completa”.

Per ambire al livello apicale, seguendo i criteri “meritocratici” di valutazione tra delinquenti, il giovane dovrà acquisire prestigio ed affidabilità criminali consolidate nel tempo, sperando che un appartenente alla società noti le sue potenzialità e, assumendosi la responsabilità dell’agire futuro del neofita e fungendo da “padrino”, lo avvii in quella che è una vera e propria cerimonia di iniziazione: come già descritto in altri contesti investigativi, il rito di accesso prevede difatti l’inalazione del fumo di sigarette “benedette”, nonché l’incendio di santini e la recitazione di frasi rituali che sanciscono un vero e proprio patto di sangue.

ARRESTATI IN FLAGRANZA DI REATO. Gli arrestati (tra cui uno vicino al clan “Capriati” di Bari) dovranno rispondere di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dal numero delle persone e dalla disponibilità di armi. Sette di loro sono stati arrestati in flagranza di reato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione di armi e munizioni, nonché per altri reati contro il patrimonio. Sequestrate oltre 250 dosi di cocaina, quasi mille dosi di hashish, alcuni chili di marijuana e diverse dosi di eroina, nonché una pistola, 50 cartucce, denaro in contanti, quale provento dell’attività illecita.

Nell’operazione sono stati coinvolti oltre duecento carabinieri, supportati da unità cinofile antidroga e da un elicottero dell’Arma, che hanno dato esecuzione alle ordinanze di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della locale Procura della Repubblica.