«Bilancio 2026-2028: un pasticcio senza visione, senza anima politica e amministrativa senza un futuro per la città. Solo nuove tasse, nessuna opera nuova, degrado e cattiva gestione dell’igiene urbana». Queste le parole del consigliere comunale di opposizione Francesco Spina al termine del Consiglio Comunale che ha approvato il bilancio per il prossimo triennio.
«Il bilancio approvato dalla maggioranza PD, c.d. Intergruppo, qualche consigliere di destra e alcuni civici costituisce la pagina più brutta – sottolinea – sul piano politico-amministrativo, della storia amministrativa della città. L’addizionale IRPEF al massimo, la TARI con serio rischio di aumenti stratosferici per il basso livello della differenziata (2025), a tutt’oggi tenuto nascosto, la nuova imposta di soggiorno (l’ennesima mazzata alle attività produttive) e l’aumento generalizzato di tariffe (parcheggi, strutture sportive e culturali) e oneri delle concessioni rischiano di soffocare tutte le attività (con altre chiusure di partite iva) e i bilanci delle famiglie e dei cittadini biscegliesi».
«La notizia della perdita del finanziamento di 500 mila euro per l’apertura della piscina comunale (chiusa dal 2018) e il serio rischio di non avere previsto bene i finanziamenti necessari per il Ponte Lama (che non inizieranno per il momento perché non avevano previsto che le impalcature venissero montate su una “lama”) e per le altre opere con finanziamenti PNRR, che rischiano di essere revocati per i soliti ritardi, non lasciano alcuna speranza di cambiamento. In otto anni di questa “canzone” le uniche opere programmate e realizzate sono purtroppo soltanto il ponticello inutilizzato di via della Repubblica e la piazzetta del “Calvario”, che ha l’utilità solo di averci tolto l’ennesima tradizione cittadina di vedere l’”incontro” al Calvario il Venerdì Santo. Non ci sarà a Bisceglie la cf “rottamazione” delle cartelle comunali, non si parla più di baratto amministrativo per aiutare le famiglie più fragili e impossibilitata a pagare le tasse cittadine».
«Un bilancio di previsione, come al solito, lacrime e sangue senza una visione strategica di progresso e sviluppo, che vede ridere solo quelli che sfruttano per i loro interessi le poltrone conservate o promesse durante l’ultimo mese delle cosiddette verifiche, dove tutti i “maggiorenti” di governo – conclude Francesco Spina – hanno alzato il loro prezzo (politico)».



