A seguito delle dichiarazioni rilasciate dall’amministrazione Angarano sulla chiusura delle isole ecologiche, arriva la replica dei giovani di Azione, in un comunicato stampa a firma di Pasquale Ciocia, Segretario Regionale Giovanile di Azione.
“Sono oramai trascorsi quasi tre mesi da quando le due isole ecologiche di Carrara Salsello e di Via Padre Kolbe sono state oggetto di un sequestro penale disposto dal Tribunale di Trani a seguito dell’apertura di un fascicolo di inchiesta per non chiarite ipotesi di reati ambientali. Questo vero e proprio disservizio ha causato non pochi problemi ai cittadini biscegliesi, i quali si trovano impossibilitati a conferire, presso le isole, soprattutto quei rifiuti destinati ad essere depositati esclusivamente presso le isole stesse come gli sfalci di potatura od anche i rifiuti ingombranti, giusto per fare alcuni esempi”, scrive Ciocia.
“A ciò si aggiunga che l’avvenuta chiusura ha portato in questi mesi ad un vero e proprio rischio igienico-sanitario per la nostra Città, atteso che i cittadini esasperati e confusi depositano dei pressi delle due isole la propria immondizia creando, di fatto inquinamento. Tutto questo avviene nel totale silenzio dell’amministrazione che solo nei giorni scorsi ci ha offerto un comunicato sulla questione del tutto fazioso e soprattutto privo di qualunque risposta o vero chiarimento alle istanze dei cittadini”, prosegue.
“Non è stato detto nel comunicato dell’amministrazione comunale che le isole ecologiche sono di proprietà comunale, che sono state autorizzate proprio dal Comune con specifica Ordinanza Sindacale e che sono state affidate in gestione nell’ambito del contratto di appalto a Energetikambiente. A tal proposito, ai cittadini non è stato comunicato se il Sindaco vorrà detrarre dal lauto canone mensile di Energetikambiente la somma di circa 20 mila euro al mese, che la stessa società appaltatrice risparmia ogni mese a causa del mancato esercizio del servizio prestato dalle isole ecologiche”, si legge nella nota stampa.
“L’attuale sistema di raccolta è da diverso tempo ritenuto fallimentare, con mezzi inadeguati che mettono in difficoltà quotidiana gli stessi operai e con una sede ammnistrativa e operativa posta fuori Bisceglie, nella città di Molfetta, assolutamente fuori da ogni canone normativo e di contratto. Inoltre, l’impossibilità di un corretto conferimento dei rifiuti potrebbe portare il livello della raccolta differenziata al di sotto della percentuale del 65%, con la previsione di un’altra stangata tari a carico dei cittadini, che oltre al danno dei disservizi e dell’inquinamento ambientale, avranno anche la beffa dell’ennesimo aumento della tassa rifiuti”, afferma Ciocia.
“Intanto, nel bilancio di previsione del 2026 che l’amministrazione ha ufficialmente depositato (ma che non ha ancora approvato per le cosiddette verifiche politiche legate alla spartizione delle deleghe assessorili) è prevista l’assoluta continuità dell’attuale servizio per tutto l’anno 2026, anche se il contratto attuale scade a maggio 2026. È stata già concordata a tavolino con il gestore l’ennesima proroga del contratto milionario senza che neanche vengano applicate detrazioni e penali per i servizi non resi?”.



