«Assenza di visione turistica oppure banale espediente per coprire debiti e mala gestione? È questo il quesito che, come il sottoscritto, si è posta parte della popolazione Biscegliese ancora sgomenta per gli insensati e sproporzionati aumenti di prezzo per l’abbonamento parcheggi». A parlare è Pasquale Ciocia, Segretario Regionale Giovani Azione.
«Purtroppo, un aumento del 55% (sia per l’abbonamento annuale che per la sosta giornaliera) rispetto all’anno precedente – afferma Ciocia – dimostra oggettivamente come la nostra Città abbia urgenza assoluta di far cassa, ovviamente a discapito dei cittadini. Gli automobilisti biscegliesi, infatti, rispetto ai 150 euro necessari fino all’anno scorso per l’abbonamento annuale per le “strisce blu” da quest’anno saranno costretti a spenderne ben 230 per ottenere lo stesso identico servizio con l’aggravante, però, che l’amministrazione comunale ha ridotto numero dei posti auto disponibili».
«Sarebbe quindi indispensabile, almeno, introdurre una tariffa ridotta per tutti i lavoratori pendolari o gli studenti – dichiara – i quali debbano lasciare la propria auto sulle strisce blu per prendere il treno. Inoltre, un altro maldestro tentativo di racimolare danaro (sotto le mentite spoglie del miglioramento dell’offerta turistica). È rappresentato dall’introduzione della “Tassa di soggiorno”, imposta che grava alla fine esclusivamente sugli operatori turistici biscegliesi».
«Bisognerebbe ricordare ai nostri amministratori che Bisceglie nel tentativo di divenire una città a trazione turistica si trova, purtroppo, ancora in una fase embrionale. In questo momento storico dovremmo agevolare gli imprenditori che hanno investito in questo settore perché un numero crescente di visitatori porterebbe beneficio alla nostra intera comunità. Accade, invece, esattamente l’opposto: l’amministrazione comunale si impegna quotidianamente a rendere meno appetibile la nostra offerta turistica, trascurando l’igiene urbana, l’ordine pubblico, l’organizzazione di eventi culturali e spettacolari di richiamo regionale o nazionale e, ora, addirittura vessando i turisti (e il commercio) con tariffe parcheggi esosissime e che cominciano sulla litoranea già dal mese di maggio e con una nuova imposta di soggiorno che doveva essere il punto di arrivo del progresso turistico e non l’insensato punto di partenza di un percorso ancora tutto da definire (come se l’imposta di soggiorno fosse un premio incentivante per i turisti e non un peso in più da sopportare). Tutto questo – conclude Pasquale Ciocia – ci riporta al quesito iniziale: ci sono o ci fanno? Assenza di visione oppure banale espediente per coprire debiti e mala gestione?».



