Ancora un nuovo appuntamento di grande spessore alle Vecchie Segherie Mastrototaro. Ospite della libreria biscegliese la scrittrice Veronica Raimo, che ha presentato al pubblico il suo nuovo romanzo: “Non scrivere di me”, edito da Einaudi. Non un nome ma un’iniziale, S., identifica la protagonista del romanzo di Raimo, che apprende per caso e improvvisamente del suicidio di Dennis May, regista e attore che per lei è stato un amore ossessionato, culminato in una violenza sessuale. Da quel momento per S. cambiano i progetti, le relazioni e la vita. Dennis rimane un’ombra, un fantasma senza risposte. La scrittrice sceglie stavolta di raccontare la violenza non rimanendo sulla soglia delle stanze dove questa violenza accade, dove c’è il dolore, dove c’è la sofferenza, per interrogarsi su quale lingua utilizzare per raccontare la violenza di una persona che pure si sta fattivamente, attivamente, amando. 

Ad affascinare S. è un certo disprezzo che Dennis ostenta per le convenzioni, una certa postura da artista radicale che lei, chiusa dentro una gabbia accademica e frustrata nella sua vocazione di poeta, vorrebbe avere. S. non si sente libera e vede in Dennis una forma di libertà che vorrebbe fosse sua. Raimo ne fa un personaggio dalla fragilità ossessiva, masochistica in alcuni momenti, ma capace anche di una rabbia cieca che viene riversata su chi le sta accanto, con un tono sempre un po’ sarcastico.

Il titolo, “Non scrivere di me”, è un monito che Dennis rivolge a S. durante la loro frequentazione. È una frase paradossale: detta a una ragazza che vive con un quaderno in borsa e che cerca di tradurre il mondo in versi, può suonare come una condanna al silenzio. Ma in qualche modo esprime anche il desiderio di Raimo, dopo lo straordinario successo di “Niente di vero”, di allontanarsi dall’autofiction per tornare a inventare storie e personaggi.