Continua il lungo periodo di incertezza e sofferenza per i lavoratori dell’indotto Casa Divina Provvidenza. L’Ambrosia, ditta fornitrice dei pasti e del servizio di pulizia nella struttura biscegliese della Cdp, ha licenziato cinque dipendenti per “la perdita di commesse e per riduzione drastica dell’appalto pulizie”.

I sindacati temono che ben presto possano seguire ulteriori licenziamenti, il segretario regionale Usppi Nicola Brescia ha dichiarato alla stampa che: “Dopo i provvedimenti di licenziamento, di pochi giorni fa, è pervenuta al sindacato Usppi nota della Società Ambrosia che chiede ai sindacati urgente convocazione per discutere sulla riduzione drastica dell’appalto pulizie negli ultimi due anni con un costo della manodopera eccessivamente alto rispetto ai ricavi. La situazione sembra precipitata negli ultimi giorni, da quando l’Ambrosia ha comunicato ai sindacati che una ulteriore perdita di commessa produce difatti la perdita di altri posti di lavoro che si andrebbero ad aggiungere alle altre sette unità licenziate”. Il segretario regionale Usppi ha poi proseguito evidenziando come: “la mancata risoluzione con la Regione Puglia non ha consentito agli stessi vertici del Don Uva di poter fare affidamento su eventuali nuovi accreditamenti o su aggiustamenti di tariffe, ne consegue di fatti che i fornitori del Don Uva sono stati massacrati e costretti a licenziare personale”.

L’Usppi chiede a chiare lettere l’intervento del prefetto della Bat, Clara Minerva, al fine di convocare un incontro tra i vertici del Don Uva, l’azienda Ambrosia e tutte le organizzazioni sindacali, il tutto per scongiurare: “il licenziamento certo di altri lavoratori”.