Giunge in redazione una nota firmata da Pasquale Soldani, titolare di attività rientranti nel settore della distribuzione automatica H24. “Scrivo questa mail a nome di tutti a scopo informativo per descrivere la nostra situazione di imprenditori nel settore della distribuzione automatica!”, spiega Soldani. 

“Dopo l’ordinanza del 2 maggio, inerente la chiusura delle nostre attività h24, emanata solo a Bisceglie rispetto alla normale riapertura in tutto il resto della Puglia e sopratutto in tutta Italia, il 5 maggio abbiamo avuto riunione con il sindaco di Bisceglie per chiedere spiegazioni e soprattutto per richiedere la normale riapertura delle nostre attività come in altri comuni pugliesi e italiani!”, scrive Pasquale Soldani.

“Dopo un’attenta analisi della questione e dopo i nostri accordi con il sindaco”, sostiene ancora Soldani, “dopo 2 giorni ecco l’ordinanza ed ecco anche la beffa! Una delle cose decise in questo incontro è che non dovesse esserci un presidio fisso dinanzi alle nostre attività! Ma”, ritiene Soldani, “una vigilanza nel tentativo di evitare assembramenti”.

“Ovviamente la decisione non è tassativa data l’impossibilità di noi titolari”, scrive Pasquale Soldani, “nell’essere contemporaneamente in un posto mentre è a caricare o a sistemare un altro punto vendita! Invece l’ordinanza parla proprio di un presidio fisso, di indossare una pettorina e di sanzione e chiusura dell’attività! A questo punto chiediamo a cosa sarebbe servito il nostro incontro pacifico e disponibile nel cercare di trovare un accordo con l’amministrazione Angarano e cercare di ripartire con le nostre attività dopo tanti mesi di fermo!”, mette in evidenza il titolare di H24.

“Un fermo”, scirve ancora, “stabilito sempre d’accordo con l’amministrazione nonostante le nostre attività, con i nostri codici ateco, siano stati sempre nell’allegato del DPCM in cui si elencavano le aperture consentite sin da marzo! Adesso ci chiediamo di cosa abbiamo realmente parlato nell’incontro: della nostra tutela come imprenditori o si è trattato di una chiacchierata su cosa avessimo mangiato a pranzo?”, scrive Soldani, “Ci chiediamo anche quali siano davvero i problemi legati alle nostre attività, quando i veri assembramenti, li vediamo ogni giorno per strada, nelle piazze e nelle code dinanzi a qualunque altro tipo di attività! Se c’è un contagio, si diffonde ovunque e non solo in certe attività s’ è in certe attività no!”, conclude Pasquale Soldani.