“In occasione degli ultimi eventi temporaleschi si è verificata l’ennesima caduta di un albero in via Alceo Dossena (zona 167), per fortuna senza ulteriori conseguenze a cose o persone. Nei giorni seguenti abbiamo visto che nella stessa via (rimasta quasi senza alberi), ma anche in via degli Aragonesi, probabilmente per motivi di sicurezza (pare siano intervenuti i Vigili del Fuoco), diversi alberi sono stati tagliati. Davanti a fenomeni climatici sempre più intensi, diventa cruciale scegliere, programmare e curare la salute dei nostri alberi, ogni giorno e non solo all’indomani della caduta di un albero”. A scriverlo sono gli esponenti del movimento di cittadinanza attiva “Spazio Civico Bisceglie”, da sempre attenti alla cura del verde pubblico in città.

“Scegliere – come si è fatto negli anni – di piantare specie come Pini, Acacie, Lecci, Magnolie, senza la consapevolezza di come diventeranno negli anni, della loro resistenza e adattabilità al contesto urbano e climatico, dello spazio che necessitano per la loro crescita (sesto di impianto), delle patologie a cui sono soggetti, porta solo ad una cosa: alla perdita degli alberi piantati. Perdita che può avvenire in modo naturale se l’albero secca o si spezza, o ad opera dell’uomo se l’albero viene tagliato per motivi di sicurezza. Lasciando, se siamo fortunati, sulle spalle della collettività solo il costo di acquisto, la messa a dimora, il taglio o rimozione, la riparazione del marciapiede e della formella, il costo di riacquisto dell’albero, nonché la nuova messa a dimora; oltre, naturalmente, alla perdita di zone di ombra, di aria pulita e di zone anti stress. Se poi siamo ancora più sfortunati occorre aggiungere anche i danni a cose e persone”, si legge nel comunicato stampa.

“Questi errori accadono nel momento in cui si scelgono specie che sviluppano apparati radicali orizzontali (pini) o hanno un legno poco resistente (acacie) o sono soggetti a cocciniglia (lecci). E se per i primi non possiamo tornare indietro nel tempo per correggere le scelte fatte, siamo però in tempo per evitare di continuare a commettere altri errori: sì perché in via San Martino, al Calvario e, come scritto nella determina che ne autorizza realizzazione della struttura alimentare nel quartiere San Francesco, sono stati scelti ancora deo Lecci che, come possiamo vedere nel resto della città, sono: secchi o attaccati dalla cocciniglia (che purtroppo non viene trattata) o già rimossi perché morti”, proseguono da Spazio Civico.

“Diciamo queste cose da quattro anni; occorre: il censimento arboreo (Bisceglie è uno dei pochi comuni del territorio a non averne uno), il Regolamento ed un Piano del verde per lo sviluppo di una politica ambientale di lungo periodo, nonché la consultazione di esperti prima della messa a dimora e non quando l’albero è ormai compromesso”; concludono gli attivisti.