Da giorni circolano sui social network foto di Orto Schinosa, una piccola traversa di Pendio Cappuccini, asfaltata per circa metà in lunghezza, corredate da commenti di cittadini più o meno stizziti.

“Secoli di storia cancellati dall’asfalto”, “Una vergogna, un insulto alla storia”, “Basole sparite da una colata di asfalto”, “Un tappeto nero che copre la nostra tradizione”.
Tutti commenti che lasciano decisamente intendere una possente disapprovazione.

Per diradare le nubi in un cielo di perplessità e disappunto abbiamo sentito il parere e le ragioni del Dirigente della Ripartizione Tecnica, Arch. Giacomo Losapio.

Architetto, avrà avuto modo anche Lei di visionare foto e commenti relativi al tratto di Orto Schinosa asfaltato da qualche giorno. Quali sono le ragioni di tale intervento e cosa risponde ai commenti?
“Intanto mi fa piacere chiarire questa vicenda. Una vicenda semplicissima e per nulla scandalosa. Da quasi un anno ci erano giunte segnalazioni e, in particolar modo, richieste all’ufficio tecnico del Comune affinché si intervenisse in seguito a numerosi e spiacevolissimi episodi di residenti diversamente abili inciampati o addirittura caduti lungo il tratto iniziale della stradina. Le faccio notare – ci spiega Losapio mentre ci mostra Orto Schinosa su google maps – che già prima del nostro recente intervento esisteva un manto d’asfalto lungo metà strada, un manto, però, che si era logorato e che presentava (il Dirigente ci consegna una foto scattata in data 18 marzo 2014) buche e ostacoli sia per cittadini diversamente abili sia per normodotati”.

orto18032014

Così recita una delle richieste ricevute dall’architetto: “… mi rivolgo alla suddetta commissione comunale, chiedendo gentilmente di provvedere ad asfaltare la via qui indicata che per motivi di invalidità sono costretta a percorrere su una sedia a rotelle e le numerose buche e dislivelli me ne impediscono il passaggio. Mi affido al vostro buon senso e vi chiedo di agire il prima possibile”.

Architetto Losapio, sulle basole cosa mi dice? E poi… sui commenti non mi ha risposto. (Intanto ci raggiunge l’Assessore alle Manutenzioni Paolo Ruggieri)
“Le basole, come nota dalla foto e da google maps non c’erano nemmeno prima. L’asfalto c’era già prima del nostro intervento, ribadisco. Ma logorato e pericoloso. Io devo rispondere alle esigenze dei cittadini, in particolar modo dei cittadini più deboli che non possono vedere la loro quotidianità ostacolata e impraticabile. In questa città ogni intervento scatena le ire, i disappunti, le vie legali da parte di qualcuno: associazioni, singoli cittadini, comitati, ma noi dobbiamo garantire funzionalità e vivibilità”.

L’Assessore Ruggieri ci sottolinea che “quello che tutti dobbiamo capire è che il nostro lavoro ha come obiettivo rispondere più o meno prontamente, in base alle situazioni, alle richieste e alle esigenze dei cittadini. Non è mai nostra intenzione ostacolare, fare orecchie da mercante o tralasciare, ma il contrario. Per il caso di cui Lei parla  era doveroso intervenire per garantire alla signora in particolare e a tutti i residenti l’accesso agevole nella propria casa. E’ apprezzabile che abbiate voluto approfondire l’argomento: confido nel fatto che tutti possano comprendere la situazione e porre fine alle polemiche”.